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Robert Doisneau

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Exibition at Pushkin Museum, Odessa More on: http://www.robert-doisneau.com/fr/portfolio/

La rivoluzione della condivisione » Fotocrazia - Blog - Repubblica.it

La rivoluzione della condivisione » Fotocrazia - Blog - Repubblica.it : Riflessioni molto interessanti sulla rivoluzione della fotografia digitale.

FOTO: Tunisia, morto fotografo I suoi ultimi scatti

FOTO: Tunisia, morto fotografo I suoi ultimi scatti - Photostory Primopiano - ANSA.it : " Onore a un martire della fotografia e della libertà d'informazione...

Quando lo Stato fa clic

Quando lo Stato fa clic » Fotocrazia - Blog - Repubblica.it : Vi consiglio la lettura attenta di questo volume, Fotografia e committenza pubblica , confezionato da Roberta Valtorta , direttrice del Museo della fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (istituzione pubblica) con l’aiuto di diciotto curatori o studiosi di altrettante esperienze di fotografia “parastatale”: da quella di Roger Fenton, mandato in Crimea in missione per conto della regina Vittoria fino ai progetti di rilevazione paesistica di governi, governatori e sindaci, passando per la madre di tutte le committenze pubbliche, la storica e forse un po’ troppo enfatizzata Farm Security Administration dell’era rooseveltiana Usa.

Fotografare l'esistente

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Nella mia scapestrata gioventù, prima di diventare dirigente, ho fatto anche il fotografo. S e c'è dunque una cosa che mi irrita, è l'espressione, che sento fin troppo spesso " fotografia dell'esistente ". La fotografia non è mai una mera constatazione notarile dello stato dei fatti e dei luoghi. Non è mai una semplice presa d'atto della situazione, neutra e priva di giudizio. Il fotografo non è il becchino della realtà, incaricato di ibernarla e di trasmetterla imbalsamata ai posteri. La fotografia è un atto CREATIVO, spesso rivoluzionario. Il fotografo incide sulla realtà e la modifica. La fotografia può essere denuncia dell'esistente, ma mai rassegnazione allo status quo. I grandi fotografi Ansel Adams, Robert Capa, Sebastiao Salgado, et al. non ci hanno detto com'era il mondo, ma come doveva e poteva diventare. Fotografare l'esistente significa preparare il nuovo.

Foto digitale e nuovi problemi

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C’è un risvolto paradossale e preoccupante della grande diffusione di macchine fotografiche digitali e videocamere, ed è il rapporto sempre meno sano tra immagine e realtà che alcuni tendono a stabilire, con la conseguenza di una crescente diffidenza verso il mezzo fotografico e chi lo usa. Per un fotografo tradizionale, scattare una fotografia è un atto creativo. Soprattutto nei ritratti, la fotografia stabilisce una relazione a due, spesso non meno emozionalmente coinvolgente di una seduta psicanalitica, ed altrettanto profonda. Un buon fotografo sa far emergere espressioni, sentimenti, emozioni, passioni della persona che ritrae. Si tratta di un processo maieutico, che esclude ogni prevaricazione; anzi è normalmente divertente, spesso più per colui che è ritratto - che può concedersi una parentesi di puro e spensierato narcisismo - che per il fotografo stesso. Il vero fotografo ha una sua etica , che discende dalla profonda consapevolezza del valore di quello che sta facendo. Purtro...

Maschere nude

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La nostra società ci offre una apparentemente illimitata libertà nella costruzione della nostra identità . Ognuno di noi è invitato, attraverso una sorta di processo di autocoscienza individuale, a definire autonomamente sé stesso e la sua posizione nel mondo. Nel passato non era così: ognuno riceveva la propria identità dall’esterno, predefinita e tendenzialmente immutabile. Il figlio del contadino sapeva che avrebbe fatto il contadino, e che sarebbe stato definito comunque come tale per tutta la vita. Tuttavia, proprio la tensione tra queste maschere predisposte e le aspirazioni individuali, finiva, di tanto in tanto, per produrre talenti eccezionali. L'attuale libertà crea invece smarrimento ed angoscia: la moda, l’ossessione per il corpo, le malattie come l’anoressia, il diffondersi patologico della chirurgia estetica, sono le spie di questo fenomeno. Il fatto è che paradossalmente, la maggiore libertà che ognuno ha di reinventarsi e di crearsi la propria immagine finisce p...

Piccole zoccole crescono

Un altro caso di dodicenne che vende ai compagnucci di scuola foto di sé nuda fatte col telefonino, in cambio di soldi per comprare vestiti firmati (!). Ne avevo già parlato in Puttanesimo integrale . Per un appassionato di fotografia come me, è motivo di riflessione il cambiamento che il digitale con le sue varie semplificazioni, soprattutto i videofonini, ha portato alla cultura dell'immagine. Oggi sembra esistere solo ciò che può essere testimoniato ed esibito. Questo rende sempre più labili i confini tra privato e pubblico. La prima vittima è il pudore, necessario compagno dell'eros. Ma chi glielo spiega, a queste ragazzine "liberate"?

Icelandscapes

Devo alla squisita cortesia di Alessandro Ciapanna , della rivista “Fotografare” l’invito al Roma Photo Show che si tiene questo weekend alla nuova Fiera di Roma. Una bella manifestazione, certo non la PhotoKina di Colonia, ma un prodotto ormai maturo e rodato. Molte belle ragazze si offrono come modelle a una torma di appassionati fotografi, tutte le novità del settore sono in bella mostra, e lo stand di Fotografare merita certamente una visita. Da vedere assolutamente la mostra Icelandscapes , con magnifiche opere di Fabiano Ventura. Sono stato in Islanda quattro anni fa, e nonostante la pessima compagnia (un'algida proffa tedesca che passò il tempo a montare in cattedra ed interrogarmi come uno scolaretto), e una folata di vento che distrusse il mio più prezioso zoom, ne riportai bellissime foto ( qui ). Fino a domani.

Istantanea, emozione banale

Il mio primo approccio alla fotografia è stato attraverso una Polaroid . Mi fu regalata quando ero bambino, ed era un attrezzo piuttosto complicato, a partire dalla messa a fuoco. Dopo lo scatto si trattava di estrarre la busta contenente la foto, riscaldarla sotto il braccio, ed aspettare dieci minuti che il processo di sviluppo e stampa facesse il suo corso. L’involucro si buttava via, con tutti i suoi velenosi composti chimici. Erano i tempi dell’usa e getta trionfante, senza scrupoli per l’ambiente: si è visto come è andata a finire. I risultati erano normalmente scarsi, e le foto che rimangono di quel periodo sono ingiallite precocemente, a causa del fissaggio imperfetto. Quindi non ho provato nessuna nostalgia all’annuncio della chiusura dell’ultima fabbrica Polaroid. Stupore sì: oggi va tanto di moda il vintage e il retrò , e - se il mondo è pieno di impiegati di banca disposti a spendere quattrini per passare la domenica a bordo di un rottame come l’Harley Davidson - la Polaro...

Un uomo felice

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Generalmente non sono affezionato agli oggetti, ma ce ne sono tre che mi hanno accompagnato in questo decennio in tutte le mie avventure: i miei sci Solomon Crossmax, che mi hanno regalato momenti di pura gioia sulle Alpi italiane e francesi, la mia Lancia Y rossa, compagna di epiche spedizioni e fughe romantiche, e la mia macchina fotografica, una Canon Eos 650 che mi segue fin dal 1990 in tutti i viaggi, ed alla quale devo - tra l'altro - la conquista di più di una ragazza. Per i non addetti ai lavori è bene sapere che, così come gli animalisti si dividono in cinofili e gattofili, il mondo dei fotografi è diviso tra Canonisti e Nikonisti (ossia fedeli della Canon o della Nikon): più che una passione una autentica fede che non ammette apostasie. La mia vecchia Canon ha cominciato a segnare il passo anni fa, e ormai non la usavo più da tempo: in frigorifero conservo ancora qualche rullino che si avvia mestamente vergine alla data di scadenza, come una vecchia zitella. Il colpo d...

Noiose conigliette

Benintenzionati e scherzosi amici - preoccupati delle troppe e profonde letture che vado facendo in questi tempi, complice anche la mia nuova condizione di pendolare - mi hanno fatto trovare sotto l’Albero di Natale un bel libro fotografico con i paginoni centrali di tutte le Playmates del Playboy americano dalla fondazione ad oggi. Ho per questa rivista, che pure non ho mai comprato, un antico amore: ricordo con tenerezza quando, ragazzino appena pubescente, trovai nell’armadio di un collega di ufficio di mio zio una copia del Playboy italiano del 1972. In copertina c’era Claudia Marsani – che, erano altri tempi, posò senza veli col permesso del padre a soli sedici anni . La scoperta fu così emozionante da procurarmi un subitaneo e marmoreo inturgidimento. Che ironia: la natura combina a noi uomini un ben crudele scherzo donandoci il massimo del vigore e della potenza a un’età in cui non interessiamo affatto alle donne. Mentre invece diventiamo incredibilmente attraenti ai lo...

Fotografo, dunque esisto

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Detesto gli intellettuali . Istintivamente. Aborrisco particolarmente i professori universitari. Il XX secolo ha visto una crescita senza precedenti del ruolo degli intellettuali, ed assolutamente esagerata: un tempo cortigiani al servizio del potere politico, nella veste di tecnici competenti nella gestione e soluzione di problemi, si sono trasformati nella figura ieratica del maître à penser , l’oracolo che si è attribuito il ruolo di depositario dei valori, di vestale di un’Idea che va preservata pura da ogni contaminazione della realtà. Mie vecchie fisime, questioni di pelle, ma mi accorgo con gli anni che esse hanno una qualche ragion d’essere. Voglio dire che tra l’atteggiamento verso la vita ed il mondo proprio degli intellettuali e quello delle persone come me, c’è l’abisso, uno iato incolmabile, l’assoluta e perfetta antitesi. I primi partono da una loro idea e attraverso quella guardano la realtà, ma solo per trovarvi conferma alle loro idee, noialtri cerchiamo di osservar...

Il fattore Cappa

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La faccenda di Garlasco è grottesca, ed in questo suo essere grottesca è così tremendamente italiana, un copione da film di Alberto Sordi, solo che non fa ridere. Una ragazza, Chiara Poggi, viene uccisa in circostanze misteriose. E le sue cugine – le ormai famose gemelle Cappa , ex aspiranti veline – pensano bene di diffondere una loro foto insieme all’uccisa, tutte vestite di rosso. Solo che la foto si rivela presto un fotomontaggio, anche malfatto. L’Italia tutta si mette a ridere, ma ci sarebbe da piangere, perché niente da noi, nemmeno un omicidio, riesce ad essere serio fino in fondo, perché il confine tra tragedia e farsa, tra mito e mitomania, è così labile. Siamo in fondo il paese che ha inventato il melodramma, dove tutti muoiono per potersi poi rialzare e ricevere gli applausi. Così viene aperto anche un concorso per il miglior fotomontaggio con protagoniste le due gemelle, c’è un sito apposito , ed infine arriva a Garlasco, a fare passerella, Fabrizio Corona, tamarro vissuto...

Puttanesimo integrale

Una tredicenne di Ascoli Piceno, raccontano i giornali, aveva messo su un bel business: vendeva foto osè di sé stessa, scattate col videofonino, ai compagnucci di scuola. Perché stupirsene? Se una diciottenne senza arte né parte può fare carriera e guadagnare improvvisamente un sacco di soldi spogliandosi per un calendario, logico che una tredicenne pensi che è lecito fare la stessa cosa, con mezzi più artigianali. La bimba, peraltro, nemmeno può essere accusata di venalità: il tariffario era di tre euro per una immagine del seno, quattro per le parti intime, dieci per la figura intera. Prezzi modici, quindi, lontani dai cachet stratosferici delle veline. Da tempo vado affermando che il moderno culto del corpo e del nudo ha perso ogni connotazione sensuale e seduttiva, per ridursi a uno strumento di autoaffermazione. Insomma, non è più un gioco interrelazionale uomo-donna, ma un esercizio autoreferenziale che impone stili e comportamenti, nel presupposto indimostrato che essi siano au...

La seduzione e i sottaceti

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Imperversa, sui cartelloni e sulle pagine interne dei giornali, una pubblicità di sottaceti e condimenti per la bruschetta: una donna nuda biondo-platinato con occhiali da sole cerca di attrarre l’attenzione del passante e del lettore sul prodotto. Il risultato è piuttosto dubbio, visto che uno si ricorda, evidentemente, della barbie e non dei sottaceti. Queste cose, tristemente, non scandalizzano più nessuno: non una femminista (esistono ancora?) che si sia levata a protestare contro l’uso commerciale del corpo femminile; non un parroco né un vescovo che si curino più di condannare la peccaminosa esibizione del nudo. Sono tutti diventati troppo smaliziati per partecipare allo scontato gioco della ‘ provocazione’ . Sarà la mezza età e l’ormone infiacchito, ma vorrei allora protestare io, non in nome della moralità e del buon costume, bensì del maschio stanco di essere bombardato da ogni parte da messaggi e foto a contenuto sessuale. Siamo davvero tutti dei guardoni, maniaci con la b...

Vuoti apparenti - le foto di Livia Monami

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Alla Stazione Termini, ala mazzoniana, fino al 2 maggio 2006 si può visitare la mostra fotografica "Vuoti apparenti", un reportage di Livia Monami dalle steppe siberiane e mongole. Particolarmente brillante, in questa fotografa romana (mia vicina di casa, ho scoperto!), la sensibilità per il colore e la capacità di cogliere le espressioni dei volti dei nomadi mongoli e jacuti. Per realizzare il suo servizio, la fotografa è rimasta per mesi a temerature estreme: la fotografia, come dico sempre, è uno sport di resistenza. Peccato manchi un catalogo, ma c'è un sito assai ben fatto.