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Come la moglie di Lot

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Questo è il Palazzo di Giustizia di Roma . Oggi ospita la Corte di Cassazione. Passo davanti a questo edificio diverse volte al giorno, perché è davanti al mio ufficio. Istintivamente lo detesto. Pomposo, ridondante, goffo, costoso, pretenzioso, aulico, disfunzionale, pachidermico, pericolante, esso è la perfetta metafora della Giustizia Italiana. Se un monumento ha da essere verosimigliante al suo modello, allora nessuno è più azzeccato di questo. Rileggendomi la sua storia, scopro che è praticamente contemporaneo della Torre Eiffel (1889): incredibile. Proprio mentre in riva alla Senna l’ingegner Eiffel progettava la sua ardita torre che sfidando il cielo preconizza l’età del volo, in riva al Tevere il Calderini costruiva un croccante fatto di quadrighe e di statue in toga... L’uno guardava al futuro, l’altro al passato. Credo che il passatismo sia la grande malattia mentale dell’Italia. Lo è a tal punto che persino i seguaci di un movimento che avrebbe dovuto essere ai suoi antipod...

L'arpia Birmana

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Anni fa, a Ginevra, ebbi uno scambio di idee, cortese ma piuttosto acceso, con il famoso ambasciatore di Singapore Kishore Mahbubani , già presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, uno dei maggiori intellettuali asiatici nel settore delle relazioni internazionali. È nota la sua teoria sul declino dell’Occidente, e sulla superiorità dei cosiddetti “ valori asiatici ”: disciplina, ordine e rispetto della gerarchia. Secondo Kishore Mahbubani la democrazia non è un ingrediente necessario per lo sviluppo economico, e gli esempi della sua Singapore e della Cina sembrerebbero dargli pericolosamente ragione. Purtroppo, non si può sempre contare sulle dittature illuminate, e il caso della Birmania lo dimostra. Quella che si gioca a Rangoon è una partita che va ben al di là della sorte di quello sventurato paese. La Cina , principale partner della Birmania, non ne vuol sapere di esercitare pressioni sulla sanguinaria giunta militare. È la sua linea tradizionale, una non interferenza al l...

Scene da un'italia mammona

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Due notizie di oggi, apparentemente senza legame tra loro. 1) Mario D'Auria, il padre di Enzo, l’ufficiale dei servizi segreti rapito in Afghanistan e colpito a morte durante la liberazione si sfoga sui giornali: “ Mio figlio è soltanto un ragazzo. Lui ha scelto di partire militare, ma io sono sempre stato contrario ”. 2) Il Coordinamento dei genitori degli universitari di Bari che hanno partecipato ai test di ingresso alle facoltà di medicina e odontoiatria ai primi di settembre vuole promuovere un ricorso al Tar contro l'annullamento della prova, rivelatasi truccata. Un piccolo spaccato dell’ Italia mammona . Enzo D’Auria è un uomo che ha fatto una scelta di vita a 17 anni, quando molti brancolano nel buio assai più a lungo, ha trent’anni, è padre di tre figli, ma è ancora, per suo padre, “soltanto un ragazzo”. Uno sfogo privo di dignità, umiliante per chi lo fa, e per il figlio, che avrebbe almeno diritto in punto di morte, al rispetto delle proprie scelte di vita. Almeno qu...

Razionalità circolare e italianità tetragona

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La rotatoria compie cent’anni. Fu infatti nel 1907 che l'urbanista francese Eugène Hénard mise a punto il sistema di circolazione a rotatoria — basato su un semplice anello stradale a senso unico: chi è già dentro ha la precedenza su chi si immette dall'esterno. Il principio consente di snellire il traffico perché non è necessario fermarsi agli incroci — basta rallentare — e di ridurre gli incidenti. Uno studio del 2001 dell'Iihs americano («Insurance Institute for Highway Safety») ha documentato che nelle rotatorie avviene un 80% di incidenti in meno rispetto ai tradizionali incroci con semafori. La Francia è oggi l’indiscussa capitale delle rotatorie. Sono ad ogni angolo, magari esasperanti, ma utilissime: rallentano il traffico e lo disciplinano, rendendolo più sicuro. È simpaticamente paradossale che proprio nella patria di Cartesio sia stato inventato un modello di incrocio circolare che si è rivelato assai più razionale di quello “cartesiano” ad assi perpendicolari. ...

Politicamente scorrettissimo

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In copertina campeggia un rasoio. Non è per la barba. Il tema di questo libro è chiaramente la castrazione . L’ho acquistato, dopo avergli dato una scorsa veloce, solo perché si trattava evidentemente di un testo controcorrente: Dio sa se ne abbiamo bisogno in questi tempi di ‘pensiero unico’. Solo dopo ho scoperto di avere tra le mani quello che in Francia, prima delle presidenziali, è stato un vero caso letterario. “ L’uomo maschio ” (Piemme, pagg. 143, euro 11,50), di Eric Zemmour , francese, giornalista e polemista de Le Figaro, è duro e cattivo sin dalle prime righe, e va giù come un cazzotto, contro tutto ciò che è considerato politicamente corretto, dicendo quello che è oggi assolutamente vietato non solo dire, ma anche pensare. Dove sono finiti i maschi di una volta? Se lo chiedono in tanti ed in tante, da ultimo la simpatica Berarda del Vecchio nel suo gustoso “Sdraiami” . Quelli della mia età hanno fatto in tempo a vedere l’ultima generazione di uomini che si sono confron...

Sotto un sole giaguaro

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Poffarre!!! Siamo entrati in autunno già da due giorni. Lo confesso, non me ne sono affatto accorto. Uno pensa all'autunno in questo modo: un mare di foglie secche rese pappa dalla pioggia. Ma domenica era una giornata eccezionalmente soleggiata, ed al mare (Capocotta) si stava benissimo . Lasciamo pure agli araldi di sciagura le preoccupazioni sul clima che cambia. Purchè su di noi splenda sempre glorioso il sole.

Un sigaro e un capoluogo non si negano a nessuno

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A percorrere le strade tortuose dei colli pescaresi, verso Penne e un invitante piatto di agnello, sembra che sia una stele di marmo. Invece fortunatamente è solo polistirolo dipinto, ma il monumento che la Provincia di Pescara ha eretto a sé stessa in tutti i suoi comuni per celebrare il suo ottantesimo anniversario (una stele bucata da un 8 e uno zero che sembrano una scarica di pallettoni) a me sembra ugualmente uno spreco di soldi. Non so più quante sono le province. Nessuno sa bene a cosa servano , ma il loro numero cresce, e con esse i costi di gestione. Quando andavo a scuola, le province sarde erano tre, adesso sono otto. E tutte le nuove hanno un doppio capoluogo, come documentato in questo servizio di Rai Report . Poi magari le province si decentrano ulteriormente in circondari, che poi a loro volta vogliono diventare provincia. Quando si parla di tagli agli sprechi si pensa solo allo Stato. Quando si parla male della Pubblica Amministrazione, si pensa solo all’amministrazi...