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La lobby che tiene famiglia

"Gli ordini professionali ... si batteranno [contro le liberalizzazioni ] per conservare il diritto di autogoverno e di cooptazione. Sosterranno che questi diritti vengono esercitati nell’interesse della comunità e servono a garantire la qualità del servizio prestato. Sono argomenti discutibili, spesso infondati, ma le corporazioni possono contare ... sulla complicità di una parte importante del Paese ... ogni cittadino sa che la sconfitta di una corporazione può preannunciare la fine della propria. Vi è una vecchia leggenda che occorre forse sfatare. Gli italiani non sono individualisti. Il «particulare» di cui parlava Guicciardini non è l’interesse del singolo cittadino, deciso a realizzare se stesso in libera gara con coloro che praticano lo stesso mestiere e hanno le stesse ambizioni. Il «particulare» italiano è l’interesse di gruppi organizzati in cui l’individuo è anzitutto socio, collega, sodale, fratello, compare ... Le corporazioni diffidano del merito. Sanno che l’appli...

Misogino d'autore...

“Una donna professore è un fenomeno pernicioso e spiacevole, se non addirittura una mostruosità” August Strindberg, novembre 1883, a proposito del conferimento di una cattedra all’Università di Stoccolma alla matematica russa Sofia Kovalevskaya.

Tragicamente vera...

Devo recarmi periodicamente a Bologna in missione, e sono tenuto a prenotare gli alberghi tramite una società convenzionata col ministero. Oggi dunque compio tale operazione spedendo per e.-mail l'apposito modulo. Le prossime date sono il 4 settembre (4/IX) e il 2 ottobre (2/X). Mi chiama immediatamente un impiegato della suddetta società. "Dottore, non capisco, qui ci sono dei numeri romani… ma che vuol dire quattro noni e due decimi? ” Testuale… E poi dicono male degli impiegati pubblici…

La seduzione e i sottaceti

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Imperversa, sui cartelloni e sulle pagine interne dei giornali, una pubblicità di sottaceti e condimenti per la bruschetta: una donna nuda biondo-platinato con occhiali da sole cerca di attrarre l’attenzione del passante e del lettore sul prodotto. Il risultato è piuttosto dubbio, visto che uno si ricorda, evidentemente, della barbie e non dei sottaceti. Queste cose, tristemente, non scandalizzano più nessuno: non una femminista (esistono ancora?) che si sia levata a protestare contro l’uso commerciale del corpo femminile; non un parroco né un vescovo che si curino più di condannare la peccaminosa esibizione del nudo. Sono tutti diventati troppo smaliziati per partecipare allo scontato gioco della ‘ provocazione’ . Sarà la mezza età e l’ormone infiacchito, ma vorrei allora protestare io, non in nome della moralità e del buon costume, bensì del maschio stanco di essere bombardato da ogni parte da messaggi e foto a contenuto sessuale. Siamo davvero tutti dei guardoni, maniaci con la b...

Chi ha il pane non ha i denti....

"RIGA (Reuters) - Lettonia, colpiti con escrementi e uova partecipanti a gay pride. I partecipanti al gay pride hanno detto di essere stati bersaglio di uova e sacchetti pieni di escrementi dopo essere usciti dalla chiesa Anglicana Luterana nel centro storico della capitale della Lettonia, Riga." Sono naturalmente nemico di ogni intolleranza e pertanto disapprovo il fatto. Però bisogna ammetterlo, essere gay in Lettonia vuol dire sputare sulla grazia di Dio…

Junichiro mon amour

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L’anno scorso Junichiro Koizumi, primo ministro del Giappone, intimò ai dipendenti statali del suo paese di andare in ufficio senza giacca e cravatta, in modo da poter risparmiare sul condizionamento degli uffici; per dare il buon esempio, presiedette il consiglio dei ministri in maniche di camicia. Il suo appello non è stato raccolto da nessun governante europeo, men che mai dai nostri. A Roma oggi fa 38°, le donne girano seminude, ma si suppone che un uomo serio debba comunque andare in ufficio in giacca e cravatta. Non ho mai capito il nesso tra serietà e vestiti. Le cronache ci mostrano rapaci bancarottieri vestiti in modo impeccabile e rassicurante, crudeli dittatori in uniformi stirate. Sappiamo che l’abito non fa il monaco, ma vogliamo comunque vedere i monaci col saio. I cosiddetti ‘creativi’ della moda non sono riusciti a inventare per noi uomini niente di diverso da quello che indossavano i nostri nonni. Soprattutto resiste, imperterrito, il nodo scorsoio al collo, il legato ...

Il piacere della grandezza

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Non visitavo per bene Firenze da non meno di vent’anni: imperdonabile. Così oggi, di passaggio per una missione a Bologna, mi ci sono fermato l'intera giornata, ubriacandomi smodatamente di sole e di arte: S. Maria Novella, Palazzo Strozzi, S. Croce, la Cappella Pazzi (foto), Ponte Vecchio, il Bargello, Piazza della Signoria, il Duomo. Mi sono riempito gli occhi di Giotto, Masaccio, Ghirlandaio, Cimabue, Donatello. Fantastico!!! Quanta meraviglia. È stato tonificante, esaltante: niente come l'arte mi fa sentire di essere felice di essere al mondo e orgoglioso di essere italiano. E pensare che per amore un tempo sarei stato disposto persino a trasferirmi all'estero: follia... ora so che senza bellezza non potrei vivere. Sono arrivato a Bologna con l’ultimo treno della sera, esausto ma felice.