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No, non è l'ENA

Nelle lettere alla redazione di "IO Donna", magazine femminile del Corriere, una nota e una risposta semplicemente commoventi. Scrive marioml@tin.it: "Dall'interessante articolo di Marzio G. Mian "All'Ena per conquistare l'Europa" (Io donna 46) ho appreso che in Italia abbiamo la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Non lo sapevo e chiedendo a colleghi e amici, tra cui laureati al Politecnico, alla Bocconi o in Scienze bancarie e attuariali (sic!), ho verificato che anche loro non ne conoscevano l'esistenza. Non sarebbe il caso di pensare a una Ena anche in Italia? Magari con docenti francesi (sic!!) in modo da avere, nel tempo, personale preparato adeguatamente per gli uffici di Bruxelles o di Strasburgo oltre che per quelli di casa nostra." La risposta di M.G.Mian, autore dell'articolo: "C'è un sito piuttosto ben fatto: www.sspa.it. Certo, potrebbe essere la nostra Ena, ma non lo è. Anche se l'intenzione dei ...

Privatizzazioni al palo una sfida da giocare per la cultura liberista

Di Massimo Mucchetti Corriere della Sera, 4 dicembre 2005 Lo Stato non è il migliore dei padroni ma non sempre chi subentra fa il bene dell’impresa Privatizzare è l'imperativo categorico del mondo accademico, professionale e finanziario di formazione anglosassone. Non lo è per la politica, che si è rassegnata a cedere beni dello Stato allo scopo di ridurre il debito pubblico (quando è il Tesoro a vendere) o per finanziare il deficit annuale (quando al Tesoro arrivano i dividendi delle società controllate che vendono). La contrapposizione si alimenta di opposte letture dell’interesse generale, ma anche di ragioni meno alte: la conservazione del potere e delle clientele da parte della politica; l'acquisizione di commissioni e consulenze da parte dell'altro fronte. Alla vigilia di una campagna elettorale che si vorrebbe impegnata su un riformismo misurabile e non su fumose promesse onnicomprensive, converrebbe specialmente alla cultura liberale e liberista, quasi sempre ridott...

Io e il Padreterno

" Io e il Padreterno lavoriamo in campi diversi " Yul Brinner ne " I Magnifici Sette "

“Addio, Dolce Vita”

A prima vista, in Italia la vita sembra ancora abbastanza dolce. Il paesaggio è straordinario, le città storiche sono meravigliose, i tesori culturali stupefacenti, e il cibo e il vino più gustosi che mai. Per molti aspetti, gli italiani sono ricchi, vivono a lungo e le loro famiglie sono incredibilmente unite. La rozza ubriachezza che rende spiacevole i centri delle città di molti paesi europei in Italia è fortunatamente quasi assente. Il traffico può essere caotico, e luoghi come Venezia e Firenze sono assaltati dai turisti; ma se ci andate fuori stagione (o se semplicemente vi allontanate dai posti più battuti), potrete passare in Italia giorni più piacevoli che in qualsiasi altro paese del mondo. Tuttavia, sotto questa dolce superficie, molte cose sembrano essersi guastate. Il miracolo economico successivo alla fine della Seconda guerra mondiale, culminato nel famoso sorpasso del 1987 (quando l’Italia annunciò che il proprio pil aveva superato quello dell’Inghilterra), è ormai fini...

Dirigenti e poeti

“Florentino Ariza scriveva qualsiasi cosa con tanta passione che persino i documenti ufficiali sembravano lettere d’amore… Senza proporselo, senza neppure saperlo, dimostrò con la sua stessa vita… che non esisteva nessuno con maggior senso pratico, né spaccapietre più ostinati, né direttori più lucidi e pericolosi , dei poeti.” Gabriel Garcia Marquez, “ L’amore ai tempi del colera ”.

Un bilancio sull'Iraq

Le vere cause della guerra in Iraq forse non le sapremo mai. Preoccuparsi ora se fosse giusta, legittima, alla luce di un diritto internazionale che è una materia molto meno codificata e assai più permeabile alla prassi di quanto non si creda, è preoccupazione da leguleio, ma la politica estera e di sicurezza si fa in altro modo. Dall’alto delle mie precedenti convinzioni nonché di un corso di politica di sicurezza di otto mesi in Svizzera mi permetto di fare le seguenti considerazioni: Effetti positivi di questa guerra: per la prima volta gli Iracheni hanno votato liberamente; per la prima volta nella loro storia godono della libertà di stampa e di altre libertà civili; per la prima volta dalla spartizione dell’Impero Ottomano, il popolo curdo , diviso in cinque paesi e perseguitato, gode di garanzie e di una reale autonomia; un dittatore feroce e sanguinario come Saddam è stato chiamato a rispondere dei suoi misfatti davanti a una corte del suo paese, e forse a s...

Riflettendo su Ridolfi

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Ho la ventura di abitare vicino a tre famose realizzazioni romane dell’architetto neorealista Mario Ridolfi (il Palazzo delle Poste di Piazza Bologna, il Villino Rea di Villa Massimo, la Palazzina di Via G.B. De Rossi). A lui sono dedicate in questi giorni a Roma ben due mostre, una alla Calcografia Nazionale e un’altra all’Accademia di San Luca (che insieme alla vicina mostra di Paolo Soleri all’Istituto per la Grafica fanno di Fontana di Trevi un vero triangolo dell’architettura moderna). Colpisce, nel percorso di questo importante architetto, la progressiva riduzione intimistica: debuttò con il grande palazzo pubblico di Piazza Bologna, capace di essere un segno ‘forte’ nell’immagine di un quartiere moderno, per poi costruire solo palazzine e sopraelevazioni (le due celebri al Pinciano), i due quartieri popolari del Tiburtino e di Viale Etiopia, ed infine ritirarsi a Terni. Le sue opere si mimetizzano agilmente nel contesto urbano, e bisogna felicitarsene se si pensa al diverso perc...