06 gennaio 2012

Piccoli Boss e Gang di Quartiere così Roma è Diventata Violenta - Corriere Roma

Piccoli Boss e Gang di Quartiere così Roma è Diventata Violenta - Corriere Roma:

«Il litorale conferma la sua attrazione per gruppi criminali quali il gruppo Triassi, collegato alla nota famiglia Cuntrera-Caruana e Picarella, cosca agrigentina di Porto Empedocle, interessati all'affidamento e alla gestione dei lotti di spiaggia libera del litorale di Ostia, nonché a gestire il narcotraffico».

Era questa la Roma sicura che prometteva il sindaco Alemanno? Molti oggi gli rinfacciano di aver speculato su un allarme criminalità esagerato ad arte, e di essersi poi ritrovato con la patata bollente di un’emergenza criminalità senza aver molti successi da vantare.

L’argomento è di una certa pochezza: come non era responsabile Veltroni per la morte di Giovanna Reggiani, così non è responsabile il sindaco Alemanno, che non ha poteri di pubblica sicurezza, di tutto il bordello che sta succedendo da un anno a questa parte.

Tuttavia, il sindaco ha le sue responsabilità.
Come insegna l’esperienza americana, il livello della criminalità dipende anche dal grado di intransigenza con cui si fanno rispettare le norme relative alla civile convivenza, e si puniscono le infrazioni minori. I criminologi James Q. Wilson e George Kelling, formularono la "teoria delle finestre rotte" per dire che un certo grado di abbandono, se non curato immediatamente, dà il via a un maggior degrado. Così, se non si pulisce subito una strada, la gente comincerà a insozzarla ancor di più.

Il sindaco “Legge e Ordine” è stato particolarmente inefficace nel far rispettare le norme della civile convivenza, talché Roma sembra una città in cui si può letteralmente fare di tutto.

Cominciamo dallo scandalo dei cartelloni pubblicitari abusivi, che ormai occupano ogni angolo della città: solo l’azione civica di gruppi di cittadini finora ha contrastato questo scempio, che ha guadagnato anche i disonori della cronaca internazionale, con un articolo sul Guardian.

Si potrebbe poi continuare enumerando: i graffiti sui treni della metropolitana, i parcheggiatori abusivi, onnipresenti ed arroganti, l’abbandono del verde, la scarsa pulizia della città, l’apertura del centro storico alle auto in fasce più generose, per accontentare i negozianti, la tolleranza al rumore, la perenne inefficienza di quell’entità farlocca che è il corpo dei Vigili Urbani di Roma, benché pomposamente ribattezzato “Polizia Roma Capitale”. Il cittadino comune sembra non avere voce: solo le lobbies, e le più proterve, hanno ascolto in Campidoglio.

Insomma, erano tante le cose che il sindaco Alemanno poteva fare e non ha fatto. Alle prossime elezioni, solo la già comprovata inettitudine delle opposizioni nell’opporgli un candidato serio potrebbe garantirgli un secondo mandato. Diversamente, è lecito credere che solo i tassisti gli garantiranno ancora un deciso supporto.


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