20 gennaio 2012

Fotografia preterintenzionale

Kodak e il fotofonino cannibale » Fotocrazia - Blog - Repubblica.it:

"la “rivoluzione foto-digitale” ... non sta nella sostituzione della pellicola con i pixel, dell’analogico con il numerico... Sta nell’avvento della fotografia preterintenzionale, inavvertita, ubiqua, al posto di quella premeditata consapevole e selettiva.

Nell’era paleo-pellicolare, ma pure nella prima era digitale, dovevamo fare uno sforzo per ricordarci, uscendo di casa, di prendere con noi la fotocamera; ed era solo se avevamo già preso la decisione di “fare qualche foto”. Di solito accadeva partendo per una gita, o per una cerimonia. Ma il tele-foto-fonino, quello lo abbiamo sempre in tasca, per default. Comodo, ubbidiente e pretenzioso: sono qui, usami, non ti costo niente. Prima, portavamo con noi la macchina per fare foto. Adesso, facciamo foto perché portiamo con noi il fotofonino. Fare foto è diventato un gesto leggero, automatico, quasi istintivo, una specie di intercalare nelle relazioni sociali. Prima, le nostre fotografie riproducevano il mondo per conservarlo: ora lo abitano e lo consumano assieme a noi. Un miliardo di nuove fotografie al giorno non è più la scala di un’archiviazione di memorie del passato, ma di una fagocitazione bulimica del presente...

La più sofisticata delle fotocamere-e-basta può anche essere potentissima, ma è inerte. Perché le sue immagini possano iniziare a vivere, il suo serbatoio di silicio va svuotato e riversato in un computer. Il fotofonino no. Il fotofonino è già connesso. Perennemente. In tempo reale. Con le macchine fotografiche-e-basta, solo alcuni avevano il ruolo di fotografi della compagnia. Era un segno di status. Ora tutti hanno un foto cellulare che fa e riceve immagini. L’arma segreta di questa nuova battaglia per il mercato di massa delle immagini si chiama sharing, condivisione: lo smartphone è assieme fabbrica, trasmittente e ricevente."

Interessante riflessione.

0 commenti::

Posta un commento

Commenti soggetti ad approvazione