La scoperta di alcune lettere "galeotte" in un vecchio comò mette fine alla vita in comune di un ex carabiniere sardo e una donna di Napoli, entrambi ormai quasi centenari e sposi dal 1934. Lui non ha accettato scuse e ha chiesto la separazione legale.
La notizia gustosa, verosimile. Finché non vedi chi è a occuparsi del caso: l’avvocato Giacinto Canzona. Forse non un principe del Foro, di certo un genio della pubblicità. Basta un giro su Google per capire chi è: un Produttore di bufale che si fa pubblicità emettendo comunicati stampa che vengono puntualmente ripresi da giornalisti creduloni. Il metodo Canzona lo spiega lui stesso in un’intervista al Giornale:
«È compito della stampa cercare riscontri. Noi diramiamo un comunicato, se l'agenzia lo pubblica così com'è, perchè la notizia è succulenta, che possiamo farci?».
Come dargli torto? In un paese normale il tipo si sarebbe fatta la fama del cialtrone inaffidabile, ma il problema è che la nostra stampa (per non parlare della televisione) è fatta appunto da cialtroni inaffidabili, che hanno da tempo perso il contatto con la realtà. L’informazione light ha da tempo preso il posto delle notizie vere. Si veda, al Corriere della Sera, la firma di Elmar Burchia, sotto ogni notizia più improbabile, e soprattutto irrilevante.
Se i giornali si finanziassero vendendo copie, questo stupidario quotidiano non funzionerebbe. Un pesce d’aprile, una volta all’anno va bene, ma qui è sempre il primo d’aprile. E queste false notizie alla fine scocciano, fanno perdere tempo.
Si può fare spallucce, ma chi cerca di penetrare questa crosta, ottenere attenzione per una notizia vera, una causa seria, e non riceve riscontro, può chiedersi legittimamente se tutto questo sia democratico, giusto, e soprattutto educativo. Per anni i lettori del Corriere della Sera hanno continuato a spedire inutilmente lettere alla redazione, per domandarsi cosa avessero di speciale quelle di tal Carlo Radollovich, altro grafomane, per essere pubblicate tutte e in quantità.
Perché l’Ordine degli Avvocati non prende misure contro Canzona? E perché l’Ordine dei Giornalisti non prende misure contro quei cronisti che dimostrano così poco scrupolo professionale da non riscontrare la notizia, o almeno l’affidabilità di chi la fornisce (Google, questo sconosciuto…)? Perché gli ordini non servono a tutelare i cittadini e consumatori (che se potessero, si tutelerebbero benissimo da soli con quel semplice meccanismo che si chiama mercato), ma appunto per tutelare DAI cittadini e consumatori i loro appartenenti.
Giacinto Canzona è funzionale a un certo giornalismo italiano che non chiede di meglio che di essere distratto (e poter distrarre i cittadini) dalla vita reale. Si veda per esempio la ininterrotta popolarità di Canzona, e il ben diverso trattamento riservato a Gabriele Paolini, quello che fa capolino dietro a tutti i commentatori del telegiornale. Paolini ha un suo messaggio, magari incomprensibile, ma non si adatta a fare la festosa comparsa dietro il telegiornalista (quei tipi grotteschi che fanno ciao ciao con la manina, pure se stanno davanti alla casa dove è stata squartata una ragazza), quindi disturba il gioco: dunque si è preso calci in culo da Frajese, e pure una condanna penale, perché la libertà d’espressione in questo paese c’è solo per i Capezzone e i Cicchitto.
Dai giornali sono scomparsi i fatti: ci sono solo parole. E se c’è contrasto tra le parole e i fatti, allora tanto peggio per i fatti.
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